Newmarket tour
Newmarket (UK) – Old Rugby Udine Urogalli Club 8 – 3
(50 – 19 con il punteggio “open”, comprese le trasformazioni)
…”Tutto è bene quel che finisce bene”… volendo si potrebbe liquidare questa nostra prima esperienza di un certo peso con queste parole, ma sarebbe cosa riduttiva e profondamente ingiusta.
In primis mi corre l’obbligo di ringraziare chi ha partecipato, e possiamo anche farne l’elenco, anzi meglio la formazione schierata in campo :
15 …
14 Fabrizio “Roscio” Nadalutti
13 Alberto “Tagus” Tagini
12 Fabio Sinicco
11 Andrea Della Rosa
10 Giulio “Giulietto” Lenarduzzi – Man of the Match
9 Luis Russo
8 Andrea “Tonno” Fabiani
7 Marco “Crazy Horse” Modotti – Capitano
6 Umberto “Umbo” Selan
5 Carlo Fragomeno
4 Andrea “51″ Di Lenardo
3 Andrew “Barrel” Hewitt
2 …omissis…
1 Ivo “Gamba Matta” Barnaba
Manca il 15 in quanto il ruolo è stato ricoperto da due giocatori prestatici dal Newmarket, ho omesso il 2 in quanto è quello che sta scrivendo…Ognuno ha affrontato questa piccola avventura con il suo bagaglio di aspettative e motivazioni, è stato per alcuni un grosso sacrificio/investimento sia dal punto di vista degli impegni di lavoro che, se vogliamo, in termini familiari, economici ed anche emotivi… lascio ad ognuno il proprio bilancio personale.
Paesaggi splendidi, gente simpatica ed accogliente, cibo e birra non sono mancati… per non parlare di “tuberi” (quanta patata, vero Fabietto?)… poi Twickenham… ogni altra parola diventa superflua… Dal punto di vista del “gruppo” il bilancio finale posso dire sia positivo… in campo nessuno ha mollato, e questo è un segnale indiscutibile che stiamo cominciando a “fare squadra”, anche se la strada è ancora lunga. Tecnicamente possiamo, dobbiamo lavorare ancora e tanto, ma le premesse ci sono.Ringraziamenti particolari ad Andy, che oltre a collaborare con il Newmarket per la riuscita del tour, ci ha scarrozzati in giro per tre giorni ed ha ricoperto il ruolo di autista/guida turistica/animatore ed allenatore-motivatore in campo oltre che quello, insostituibile, di amico.
Per uno di noi, ora ancora di più “uno di noi”, è stato un autentico salto nel buio: Alberto Tagini ci ha visti per la prima volta all’arrivo a Stansted, e quando a Stansted ci siamo lasciati mi è sembrato di salutare un amico d’infanzia… la promessa è di rivederci presto.
Orso
(vedi foto)
